IL TRATTAMENTO FISCALE DELLE OPERAZIONI CON L'ESTERO

Qualora l'impresa italiana inizi ad essere presente sui mercati internazionali, emerge la necessità di individuare le forme fiscali  sia per quanto concerne le disposizioni vigenti nel Paese di partenza, sia riguardo a quelle relative al Paese di arrivo ed, eventualmente, di transito. L'analisi che segue prende in considerazione rispettivamente l'IVA e le imposte dirette, per quello che riguarda la problematica della doppia imposizione.

IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (IVA)--Dpr n. 633/1972

Nel 1-1-1993 ha trovato attuazione il mercato unico europeo mediante l'apertura delle frontiere e la caduta delle barriere doganali tra i Paesi aderenti alla Ue.
Al fine di evitare intralci e costi connessi al superamento delle frontiere sono state elaborate le nuove nozioni di importazione ed esportazione:

- importazione: è l'introduzione, in un qualsiasi Stato membro, di beni provenienti da Paesi terzi estranei alla Ue;

- esportazione: è soltanto la cessione di beni effettata al di fuori della Ue.

All'abolizione delle frontiere si è accompagnato l'obbligo di eliminare le imposte di confine tra gli stati comunitari e l'obbligo di adeguare le aliquote IVA a quelle adottate in Europa. Il DL 331/93 ha recepito tali disposizoni inserendo alcuni elementi di armonizzazione con il sistema comunitario.
In quanto segue faremo perciò riferimento al DPR 633/72 e al DL 331/93.

Generalmente un'operazione rientra nel campo di applicazione dell'IVA quando sussistono contemporaneamente i seguenti requisiti:

  1. soggettivo: deve essere effettuata da imprese, artisti e professionisti nell'esercizio dell'attività;

  2. oggettivo: Deve trattarsi di cessioni di beni o di prestazioni di servizi, importazioni da chiunque effettuate (intendendosi l'introduzione da parte di Paesi Ue di beni provenienti da Paesi extra Ue), l'acquisto intracomunitario di beni (quando ricorre il requisito soggettivo);

  3. territoriale: Deve trattarsi di operazioni poste in essere nell'ambito del territorio dello Stato e cioè "il territorio (politico) della Repubblica italiana", con esclusione dei territori extradoganali in senso proprio, e cioè:
    - territorio dei Comuni di Livigno e Campione d'Italia
    - acque nazionali del Lago di Lugano.
    Conseguentemente le operazioni di acquisto o vendita verso o da questi territori      costituisce un'importazione o una esportazione.

Ai fini IVA è possibile distinguere le operazioni nelle categorie elencate in tabella

Tipo di operazione Regime Descrizione
Imponibili sono soggette ad IVA, consentono generalmente la detrazione di imposta da imposta, determinano una serie di adempimenti contabili (fatturazione, registrazione) e concorrono a formare il volume d'affari
  • cessioni di beni e prestazioni di servizi
  • importazioni extra Ue da chiunque effettuate
  • acquisti intracomunitari di beni e le prestazioni accessorie
Escluse o fuori campo IVA sono sempre estranee all'applicazione dell'IVA, in quanto prive del requisito soggettivo, oggettivo o territoriale. Per tale motivo non determinano alcun obbligo in capo a chi le pone in essere. Tuttavia danno diritto al recupero dell'IVA assolta sugli acquisti un elenco dettagliato delle operazioni è fornito dagli artt. 2 e segg. del  DPR 633/72
Esenti non sono soggette ad IVA per espressa disposizione di legge (motivi di ordine fiscale, economico, sociale e politico); consentono una parziale detrazione dell'IVA assolta sugli acquisti (c.d. pro-rata), devono sottostare agli adempimenti contabili e concorrono a formare il volume d'affari un elenco dettagliato delle operazioni è fornito dall'art. 10 del DPR 633/72
Non imponibili non sono soggette ad IVA, in quanto rivolte verso stati esteri, devono sottostare agli adempimenti contabili e concorrono a formare il volume di affari; al contrario delle operazioni esenti, danno diritto alla detrazione integrale dell'IVA pagata sugli acquisti. DPR 633/72:
  • esportazioni dirette, indirette e triangolari
  • cessioni in Italia a importatori esteri
  • operazioni assimilate alle esportazioni
  • servizi internazionali
  • operazioni con Vaticano e S. Marino
  • cessioni per la cooperazione con i PVS
  • operazioni in base a trattati internaz.

DL 331/93:

  • cessioni intra-Ue
  • operazioni triangolari con il primo cedente nazionale
  • prestazioni di trasporto o intermediazioni intra-Ue e operazioni di perfezionamento su beni nazionali destinati all'esportazione
  • cessioni  a viaggiatori diretti  in altro stato Ue

 

Il campo di applicazione dell'IVA, come già specificato, segue il concetto della territoralità. Sotto questo aspetto le operazioni si possono distinguere in:

- operazioni interne, effettuate all'interno dello Stato;

- operazioni internazionali, che a loro volta si distinguono in intracomunitarie, importazioni, esportazioni, operazioni assimilate alle esportazioni e servizi internazionali.

Le operazioni internazionali costituiscono l'oggetto della nostra analisi.

 

LE OPERAZIONI INTERNAZIONALI

In generale le cessioni di beni spediti fuori dal territorio dello Stato sono non imponibili, mentre l'introduzione di beni di provenienza estera a seguito di acquisti costituisce un'operazione soggetta ad imposta in Italia (regola della tassazione nel Paese di destinazione). Tuttavia dal 1° gennaio 1993, regole particolari si applicano alle cessioni o agli acquisti intracomunitari, rispetto a quelle proprie di esportazioni ed importazioni di beni verso e da Paesi extra Ue.

ACQUISTI INTRACOMUNITARI

Per acquisto intracomunitario, deve intendersi l'acquisizione a titolo oneroso della proprietà o di altro diritto reale di godimento su beni spediti o trasportati nel territorio dello Stato italiano da un altro Stato membro a cura del cedente o dell'acquirente (entrambi soggetti passivi) ovvero di terzi per loro conto. Restano pertanto escluse le transazioni per le quali non si verificano tutti i cennati requisiti. Inoltre, ci sono dei trasferimenti che sono esclusi per esplicita disposizione di legge ed un regime derogatorio per particolari soggetti (art. 38, c. 5 DL 331/93).
Disciplina Il debitore di imposta per gli acquisti intracomunitari effettuati nel territorio dello Stato è l'acquirente-soggetto passivo. Tali acquisti seguono lo stesso regime previsto dalla normativa interna per i beni oggetto dell'operazione: imponibili, non imponibili, esenti,  non soggetti e fuori campo.
 

Base imponibile

E' data, oltre che dal corrispettivo dovuto per l'acquisto del bene, anche dalle spese accessorie, quali le spese di trasporto, di assicurazione e ogni altra spesa contrattualmente prevista. Se il bene è soggetto ad accisa, anche questa concorre alla formazione della base imponibile se assolta o esigibile in dipendenza dell'acquisto.
La detrazione dell'imposta dovuta dall'acquirente è ammessa secondo la disciplina e i limiti previsti per  gli acquisti interni. L'IVA relativa agli acquisti intracomunitari non influisce sul debito di imposta, in quanto viene registrata a debito ed a credito nello stesso periodo e per lo stesso importo.
Regime derogatorio (art. 38, c. 5 DL 331/93) Gli acquisti effettuati esclusivamente da determinati soggetti (da enti non commerciali (incluse le ONLUS), dai produttori agricoli in regime speciale o di esonero, dai soggetti passivi per i quali l'imposta è totalmente indetraibile poichè effettuano operazioni esclusivamente esenti), ed entro un limite quantitavo (l'ammontare degli acquisti intracomunitari dell'anno solare precedente non deve superare i 16.000.000 di lire), sono considerati fuori dal campo di applicazione dell'IVA. Tali acquisti sono quindi soggetti a tassazione nel Paese membro di provenienza dei beni.

CESSIONI INTRACOMUNITARIE

Le cessioni di beni trasportati o spediti dal venditore, dall'acquirente o da un terzo per loro conto, dal territorio dello Stato a quello di un altro Stato membro, costituiscono cessioni intracomunitarie,  non imponibili in Italia, se si verificano tutte le seguenti condizioni:
  • la cessione è effettuata a titolo oneroso;
  • il venditore è un soggetto passivo in Italia, ovvero è un soggetto estero che ha nominato un rappresentante fiscale in Italia;
  • l'acquirente è un soggetto passivo in un altro Stato membro;
  • l'acquirente abbia comunicato al cedente il proprio numero di identificazione (partita IVA integrata dalle iniziali dello Stato membro che l'ha rilasciata).
Disciplina Le cessioni intracomunitarie sono non imponibili all'IVA; ciò significa che pur essendo detassate, esse determinano, in capo a chi le effettua, l'obbligo al rispetto di tutte le formalità previste dalla legge IVA. Inoltre, esse danno diritto alla detrazione o al rimborso dell'IVA assolta sugli acquisti e danno la possibilità di usufruire della possibilità di acquisto in sospensione di imposta previsto per gli esportatori abituali.

Dei regimi particolari sono previsti per:

  • cessioni ai viaggiatori;
  • vendite a distanza (effettuate sulla base di cataloghi, per corrispondenza e simili);
  • cessioni di mezzi di trasporto nuovi.
Operazioni assimilate alle cessioni intracomunitarie (art. 41, c. 2 DL 331/93) E' assimilato ad una cessione intracomunitaria (trasferimento di beni) l'invio di beni dal territorio dello Stato a quello di un altro Stato membro mediante trasporto o spedizione a cura di un soggetto passivo in Italia o da terzi per suo conto, indipendentemente dal titolo che lo giustifica (quindi anche per cessioni non a titolo oneroso).

PRESTAZIONI INTRACOMUNITARIE

Le prestazioni considerate sono esclusivamente le seguenti:

  • prestazioni di intermediazione relative alle operazioni intracomunitarie; sono operazioni  "non soggette" quando sono rese nei confronti di un committente soggetto passivo di imposta in un un altro Stato membro.

  • prestazioni di servizio relative ai beni mobili;

  • prestazioni di trasporto di beni; sono imponibili in Italia quando:
    - il committente è soggetto passivo in Italia;
    - il luogo di partenza del trasporto è situato in Italia e il committente è un privato consumatore o un soggetto extracomunitario non identificato nella Comunità europea.
    Le regole riguardanti il presupposto territoriale dei trasportati intracomunitari sono riportate nella seguente tabella:

    Prestatore Committente Inizio trasporto IVA
    ITA
    ITA
    ITA
    ITA
    ITA
    ITA
    ITA
    ITA
    UE
    EXTRAUE
    UE
    UE
    EXTRAUE
    EXTRAUE
    ITA
    UE*
    UE**
    EXTRAUE
    ITA*
    ITA**
    UE
    EXTRAUE
    ITA
    ITA
    ITA*
    ITA**
    ITA*
    ITA**
    ITA
    ITA
    ITA
    ITA
    UE
    UE
    UE
    UE
    ITA
    ITA
    UE
    UE
    UE
    UE
    SI
    NO
    SI
    SI
    SI
    NO
    NO
    NO
    SI
    SI
    SI
    NO
    SI
    NO
    Note:
    *   soggetto passivo d'imposta
    ** non soggetto passivo d'imposta
  • prestazioni accessorie al trasporto (operazioni di carico e di scarico delle merci e manutenzione); sono imponibili in Italia quando:
    - sono materialmente eseguite nel territorio dello Stato ed il committente non sia soggetto passivo in un altro Stato membro;
    - sono materialmente eseguite nel territorio di un altro Paese ed il committente è soggetto passivo IVA in Italia.

OPERAZIONI TRIANGOLARI

Per operazione triangolare si intende un'operazione nella quale contemporaneamente:
  1. intervengono tre operatori economici situati in più Stati;
  2. i beni sono oggetto di due distinti contratti di cessione;
  3. si realizza un unico movimento di beni.

L'elemento chiave per la definizione del tipo di triangolazione eseguita è il Paese di residenza degli operatori che intervengono alla transazione. Infatti, se i tre operatori economici appartengono a tre diversi Paesi Ue, l'operazione realizzata è definita triangolazione comunitaria. Se, invece, due sono residenti in Italia ed uno solo in un Paese membro diverso, allora le triangolazioni sono dette nazionali i interne. Infine, se almeno uno degli operatori economici è residente in Paese extra-Ue, l'operazione è definita triangolazione extra-Ue. In breve, esse sono riconducibili allo schema che segue:
un'impresa A (fornitore) dello Stato membro 1, cede un bene a un'impresa B (cedente) residente nello Stato membro 2, la quale rivende il bene all'impresa C (acquirente finale) nello Stato membro 3; il bene,  però, viene direttamente spedito o trasportato dall'impresa A all'impresa C nello Stato 3.
Per evitare inutili formalità la disciplina mira a detassare gli acquisti del cedente. L'intera operazione, infatti, viene tassata nel Paese di destinazione dei beni in capo all'acquirente finale.
La posizione dell'operartore residente in Italia assume delle particolarità a seconda che rivesta il ruolo di fornitore, cedente o acquirente finale.

ELENCHI INTRASTAT (art. 50, c. 6, DL 331/93)

 

Dal 1° gennaio 1993 devono essere compilati elenchi riepilogativi  (modello Intrastat) delle cessioni e degli acquisti intracomunitari di beni effettuati e registrati. Tali elenchi sono così individuati:

  • per le cessioni intracomunitarie, INTRA 1 (frontespizio), INTRA 1bis (operazioni) e INTRA 1ter (rettifiche);
  • per gli acquisti intracomuntari, INTRA 2 (frontespizio), INTRA 2bis (operazioni) e INTRA 2ter (rettifiche).
Soggetti obbligati Devono presentare gli elenchi i soggetti IVA che effettuano scambi intracomunitari con soggetti IVA di altri Paesi. I soggetti obbligati possono anche delegare un altro soggetto alla compilazione, sottoscrizione e presentazione degli elenchi stessi.
Modalità e termini di consegna Gli elenchi devono essere presentati: manualmente all'ufficio doganale della circoscrizione dove si trova la sede del soggetto obbligato; con raccomandata da spedire entro il giorno di scadenza; in via telematica (dall'01.01.1997) previa richiesta al Dipartimento delle dogane attraverso il sistema doganale EDI (Electronic Data Interchange).
Il periodo di riferimento (annuale, trimestrale o mensile) e il termine di presentazione dei modelli INTRA variano in funzione dell'ammontare delle cessioni e degli acquisti intracomunitari realizzati nell'anno precedente dal soggetto obbligato.
Contenuto degli elenchi Devono essere indicati i dati delle operazioni intracomunitarie che risultano annotate o che sono soggette ad annotazione nel periodo di riferimento. In assenza di operazioni, nel periodo di riferimento, gli elenchi non devono essere presentati (Circ. Min. 5 febbraio 1993, n. 39).

I modelli Intrastat contengono anche la richiesta di informazioni di tipo statistico, che l'ISTAT utilizza per lo studio degli scambi Intra-Ue. La compilazione è obbligatoria solo per i soggetti che li presentano mensilmente e che abbiano realizzato nell'anno precedente un volume di scambi superiore a 7 mld di lire per le cessioni, a 3,5 mld di lire per gli acquisti.

IMPORTAZIONI (art. 67 e segg. DPR 633/72)

L'importazione di beni, da chiunque effettuata (imprenditore, professionista o privato consumatore), costituisce una operazione imponibile in Italia, secondo le regole applicabili alle operazioni imponibili interne. Ai fini IVA, costituiscono importazioni le seguenti operazioni:
  • immissione in libera pratica. Riguarda i beni non comunitari introdotti nel territorio dello Stato per i quali siano state assolte tutte le formalità doganali, nonchè pagati i relativi dazi. Tali operazioni costituiscono il presupposto per la regolare immissione al consumo in Italia dei beni. La riscossione dell'IVA può tuttavia essere sospesa se i beni vengono destinati ad un altro Paese Ue;
  • le operazioni di perfezionamento attivo. L'introduzione nel territorio dello Stato di beni non comunitari destinati ad essere riesportati dopo aver subito trattamenti di perfezionamento può essere effettuata secondo la procedura della temporanea importazione (in questo caso è sospeso il versamento dei dazi e dell'IVA). L'eventuale mancata riesportazione dei beni risultanti dai trattamenti di perfezionamento configura l'importazione di merci equivalenti;
  • immissione temporanea in esenzione parziale dei dazi doganali. Il regime doganale comunitario dell'immissione temporanea permette l'utilizzazione nel territorio Ue di beni non comunitari destinati ad essere riesportati senza aver subito modifiche. Costituisce importazione l'operazione per la quale non è prevista l'esenzione totale dei dazi all'importazione;
  • immissione in consumo in Italia di beni provenienti dal Monte Athos, dalle Isole Canarie e dai Dipartimenti francesi d'oltremare;
  • reimportazione a scarico di temporanea esportazione di beni comunitari che fuori dal territorio Ue hanno formato oggetto di operazioni di perfezionamento passivo, riparazione gratuita e destinazione al traffico internazionale;
  • la reintroduzione di beni precedentemente esportati fuori dalla Ue ad eccezione di quelli che non hanno subito alcuna lavorazione, di quelli che godono della franchigia doganale e di quelli reintrodotti dallo stesso soggetto che ha precedentemente esportato i beni.
Disciplina Le importazioni sono soggette alla disciplina generale delle operazioni interne.
L'IVA è generalmente accertata , liquidata e riscossa in dogana, per ciascuna operazione di importazione.
Quando è assolta da un soggetto passivo d'imposta è detraibile alle stesse condizioni previste dalla disciplina generale.

La base imponibile è data dal valore dei beni importati cui si devono aggiungere i diritti doganali dovuti e le spese di inoltro fino al luogo di destinazione all'interno del territorio Ue.

Il momento impositivo si verifica quando viene presentata in dogana la dichiarazione di importazione.
Il debitore di imposta è il proprietario della merce e, solidalmente, tutti coloro per conto dei quali la merce è stata importata.

ESPORTAZIONI

In generale con il termine esportazione si indica il trasporto o la spedizione di beni fuori dal territorio Ue, a seguito di trasferimento del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento e in cambio del pagamento di un corrispettivo.
Il concetto di esportazione ricomprende, oltre che le operazioni di esportazione definitiva, anche quelle di esportazione temporanea e di riesportazione. Va precisato che l'uscita dei beni dal territorio Ue per effetto di un'esportazione temporanea è esclusa da IVA in quanto manca il requisito oggettivo.
Costituiscono inoltre operazioni assimilate alle esportazioni le cessioni di aereomobili, le prestazioni di servizi relative ai lavori navali, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi incorporate nelle navi o negli aereomobili o relative al vettovagliamento.
Disciplina Le esportazioni sono non imponibili nel territorio dello Stato e quindi non scontano IVA italiana. Esse tuttavia rientrano nel volume d'affari, sono soggette a tutte le formalità previste dalla legge in materia di fatturazione, registrazione e dichiarazione e danno diritto alla detrazione o al rimborso dell'IVA assolta sugli acquisti. Si possono distinguere:
  • esportazioni dirette (art. 8, lett. a DPR 633/72): la consegna è effettuata dal fornitore italiano all'operatore extra-Ue;
  • esportazioni indirette (art. 8, lett. c DPR 633/72): la consegna è fatta in Italia ad un esportatore abituale.

Esportazioni dirette. In linea generale sono esportazioni dirette le cessioni di beni eseguite mediante trasporto o spedizione fuori dal territorio Ue a cura o a nome dei cedenti.
Le cessioni possono avvenire anche tramite commissionari del cedente. In questo caso, la cessione di beni dal venditore al commissionario è considerata esportazione e, quindi, risulta anch'essa non imponibile.

Il regime di non imponibilità è subordinato alla dimostrazione dell'effettiva esportazione di beni. Questa, in genere, è data da:

  • un documento doganale, il DAU esemplare n. 3, vistato dall'ufficio doganale di uscita dal territorio comunitario;
  • vidimazione apposta dall'ufficio doganale di uscita dal territorio comunitario sulla fattura;
  • documento di trasporto emesso dai cedenti.

Per approfondire le procedure doganale di esportazione si rinvia alla Circ. Min. 2 luglio 1998, n. 173/D.

Esportazioni indirette. Sono le cessioni effettuate, anche tramite commissionari, mediante consegna dei beni nel territorio dello Stato a soggetti che intendono esportarli, nello stato originario o dopo la effettuazione di operazioni di perfezionamento. Per usufruire del mancato pagamento dell'imposta occorre che l'acquirente sia un esportatore abituale e presenti al cedente una dichiarazione scritta (c.d. dichiarazione d'intento) sotto la propria responsabilità, nella quale richiede l'esenzione dalla imposta.

DEPOSITI IVA

Si tratta di depositi non doganali utilizzati per la custodia di beni nazionali o comunitari non destinati alla vendita al minuto. Con tali depositi  è possibile effettuare una serie di operazioni senza l'applicazione dell'imposta. Restano esclusi dal regime di esame i soli beni di provenienza extracomunitaria che non abbiano scontato i dazi doganali all'entrata nel territorio comunitario. Le operazioni effettuabili senza pagamento dell'IVA sono:
  • acquisti intracomunitari di beni eseguiti mediante l'introduzione di un deposito IVA;
  • le immissioni in libera pratica di beni non comunitari destinati ad essere introdotti in un deposito IVA (la successiva estrazione costituisce operazione interna);
  • le cessioni di beni, nei confronti di soggetti identificati in un altro Stato Ue, eseguite mediante l'introduzione in un deposito IVA;
  • le cessioni di beni, nei confronti di soggetti non identificati in un altro Stato Ue, riguardanti beni esenti eseguite sempre mediante l'introduzione in un deposito IVA;
  • le cessioni di beni custoditi in un deposito IVA;
  • le cessioni intacomunitarie di beni estratti da un deposito IVA per essere spediti in un altro Stato Ue, salvo che si tratti di cessioni intracomunitarie soggette ad imposta nel territorio dello Stato;
  • le cessioni di beni estratti da un deposito IVA con trasporto o spedizione fuori dal territorio Ue;
  • le prestazioni di servizi anche se materialmente eseguite in locali limitrofi al deposito, sempreché di durata non superiore a 60 giorni;
  • il trasferimento dei beni in un altro deposito IVA.

L'estrazione dei beni dal deposito, ai fini della loro utilizzazione o commercializzazione nel territorio dello Stato determina, invece, il pagamento dell'IVA. L'estrazione può essere effettuata solo da soggetti passivi nazionali o esteri.
Non sono invece soggetti a IVA le estrazioni di beni per il successivo invio verso altro Stato membro o verso altro Stato extra-Ue.

La base imponibile è costituita dal corrispettivo o  valore dell'ultima transazione, comprensivo dell'importo dell'eventuali prestazioni cui il bene è stato assoggettato fino all'estrazione.

L'imposta deve essere assolta dal soggetto che procede all'estrazione sulla base della disciplina relativa all'autofatturazione. Se i beni estratti erano stati acquistati senza pagamento dell'IVA da parte dello stesso soggetto, questi deve integrare la relativa fattura di acquisto con l'indicazione dell'imposta dovuta e delle eventuali prestazioni rese. L'ammontare IVA va poi annotato, entro 15 dall'estrazione, nel registro IVA vendite e, entro il mese successivo, nel registro IVA acquisti.

ACQUISTI IN SOSPENSIONE DI IMPOSTA (PLAFOND)

Le imprese che effettuano operazioni internazionali, sia con Paesi Ue che extra Ue, ricorrendo determinate condizioni, godono di una particolare agevolazione rivolta a ridurre la loro posizione generalmente creditoria nei confronti dell'Erario. L'agevolazione consiste nella possibilità di acquistare o di importare beni e servizi senza applicazione dell IVA, entro un dato limite annuale (plafond). Questo regime agevolativo si applica anche agli acquisti intracomunitari.

I soggetti interessati (art. 1 DL 746/83) sono quelli che effettuano con frequenza le seguenti operazioni non imponibili (c.d. esportatori abituali):

  1. esportazioni dirette ed operazioni assimilate;
  2. servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali;
  3. operazioni connesse a trattati e accordi internazionali;
  4. operazioni con lo Stato della Città del Vaticano e con la Repubblica di san Marino;
  5. cessioni di beni e prestazioni di servizi intracomunitari.

In particolare, lo status di esportatore abituale si acquisisce quando l'ammontare dei corrispettivi relativi alle operazioni sopra indicate, registrati nell'anno precedente ovvero nei dodici mesi precedenti è superiore al 10% del volume di affari, al netto delle cessioni di beni in transito o depositati nei luoghi soggetti a vigilanza doganale.

Plafond (art. 2, L. 28/97) Gli acquisti in sospensione di imposta si possono  effettuare nei limiti del plafond. Il plafond è costituito dalla somma dei corrispettivi relativi alle operazioni internazionali sopra indicate, non imponibili, registrate ai fini IVA, rispettivamente:
  1. nell'anno solare precedente a quello in cui si vogliono effettuare gli acquisti in sospensione di imposta, se si utilizza il plafond annuale;
  2. nei dodici mesi precedenti a quello in cui si vogliono effettuare gli acquisti in sospensione di imposta, se si utilizza il plafond mobile.
Utilizzo del plafond Il plafond, in generale, può essere utilizzato per qualsiasi acquisto di beni e servizi, con l'unica eccezione dei terreni e dei fabbricati, acquisiti anche in dipedenza di contratti di leasing e/o di appalto avente per oggetto la loro costruzione.
Il plafond, così determinato, è unico e può essere utilizzato per l'acquisto di beni o servizi senza alcun riferimento alla loro destinazione (attività interna, cessione all'esportazione, ecc.). Quindi sono acquisibili senza il pagamento dell'IVA anche le spese generali.
Plafond mobile Con la sua adozione si assume come riferimento, in ciascun mese, quello dei corrispettivi delle esportazioni fatte nei 12 mesi precedenti, ferma restando la necessità, ai fini dell'agevolazione, della sussistenza dello status di esportatore abituale nel detto periodo di riferimento. Il plafond mobile non può essere adottato da soggeti che hanno inziato la loro attività da meno di 12 mesi (art. 1, lett. a, DL 746/83).
Non è consentito il passaggio, durante l'anno, da un tipo all'altro di plafond.
Superamento del plafond Il soggetto che abbia erroneamente acquistato o importato beni o servizi senza applicazione dell'IVA oltre il plafond, può sanare la violazione come segue:
  • può emettere un'apposita autofattura contenente: gli estremi di ciascun fornitore, il numero di protocollo delle fatture ricevute ed il relativo ammontare eccedente il plafond disponibile, nonchè l'imposta che avrebbe dovuto essere indicata (nota 10 marzo 1999, n. 39186);
  • deve provvedere al versamento dell'imposta.
Obblighi degli esportatori abituali I soggetti che intendono usufruire del regime di acquisto in sospensione di imposta, oltre a dover possedere lo status di esportatore abituale, sono anche soggette alle seguenti formalità:
  1. consegna o spedizione della dichiarazione di intento (art. 1, lett. c, DL 746/83). Ai fornitori o prestatori  di servizi dai quali si effettua l'acquisto in sospensione di imposta, prima dell'effettuazione di una operazione agevolata, deve essere consegnata o inviata una dichiarazione di intento conforme all'apposito modello ministeriale. Essa evidenzia l'intento dell'operatore di avvalersi del beneficio in oggetto. La dichiarazione può riguardare sia una singola operazione che più operazioni tra le stesse parti (essa deve però sempre precedere l'effettuazione del primo acquisto), In altre parole, la sua validità può essere ancorata ad un determinato periodo di tempo oppure fino alla concorrenza di un determinato importo. In ogni caso non può mai andare oltre il 31/12 di ciascun anno.
    Inoltre, per le importazioni, la dichiarazione va ripetuta per ogni singola operazione, mentre, per gli acquisti intracomunitari in sospensione di imposta non sussiste obbligo della dichiarazione (art. 42 c. 2, DL. 331/93).
    La dichiarazione deve essere progressivamente numerata dal dichiarante e dal fornitore o prestatore e annotata, entro 15 gg. successivi a quello di emissione o ricevimento, in apposito registro (registro delle dichiarazioni di intento), ovvero, in sostituzione, in appositi registri IVA.
    Sulle fatture emesse in base alla dichirazione di intento, devono essere indicati gli estremi della stessa (art. 1 lett. c. DL. 746/1983).
  2. evidenziazione mensile del plafond e del residuo. I soggetti che utilizzano il plafond devono indicare nel registro delle fatture o in quello dei corrispettivi, l'ammontare dei corrispettivi delle esportazioni utilizzabili, nel secondo mese precedente, e quelli degli acquisti effettuati e delle importazioni fatte nello stesso mese senza pagamento d'imposta;
  3. compilazione di un apposito quadro della dichiarazione IVA. E' previsto un apposito quadro nella dichiarazione IVA relativo alle annotazioni di cui sopra, per le esportazioni effettuate nel primo e nel secondo semestre dell'anno.

 

IL FENOMENO DELLA DOPPIA IMPOSIZIONE INTERNAZIONALE

    Le problematiche relative alla doppia imposizione derivano dal fatto che un soggetto  "produce" reddito in uno Stato diverso da quello di residenza  e dal fatto che ciascuno dei due Stati può disporre in modo autonomo della propria capacità impositiva. In modo particolare, si possono verificare due ipotesi:
- se uno solo dei due Stati ha potere esclusivo di tassazione, allora il problema della doppia imposizione non si pone;
- se i due Stati hanno entrambi il potere di tassare, in misura più o meno limitata, si verifica il fenomeno della doppia imposizione  e nasce la necessità di adottare strumenti volti ad eliminarla. 

STRUMENTI PER EVITARE LA DOPPIA IMPOSIZIONE

Per evitare la tassazione di uno stesso reddito in due Stati diversi, questi, nell'ambito della propria potestà impositiva, prevedono le seguenti misure correttive:

Tipo di misure

Descrizione

Misure unilaterali Si tratta di strumenti adottati dai singoli Stati nel loro ambito territoriale.
Relativamente ai redditi di fonte estera percepiti da soggetti residenti, i metodi privilegiati dal sistema tributario italiano sono i seguenti:
  • credito di imposta;
  • misure particolari per quanto riguarda: 1) dividendi percepiti da soggetti IRPEG e provenienti da società collegate; 2) dividendi percepiti da società figlie residenti in Paesi Ue; 3) dividendi corrisposti a soggetti non residenti.

In particolare, il credito di imposta prevede che se il percettore del reddito è un residente in Italia, il reddito estero entra a comporre il reddito complessivo tassabile in Italia ed al percettore è riconosciuto un credito di imposta per  le imposte pagate all'estero.
Tale credito è pari all'ammontare del tributo pagato all'estero a titolo definitivo, fino alla concorrenza della quota d'imposta italiana corrispondente al rapporto fra il reddito prodotto all'estero ed il reddito complessivo, al lordo di eventuali perdite (limitazione ordinaria).
Se concorrono redditi prodotti in più Stati esteri la detrazione si applica separatamente per ciascuno Stato (limitazione per Paese).
La detrazione deve essre richiesta, a pena di decadenza, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta in cui le imposte estere sono state pagate a titolo definitivo.

Convenzioni bilaterali Una Convenzione fiscale è un trattato internazionale con il quale due Stati limitano la propria potestà impositiva relativamente alle categorie di reddito più rilevanti e regolano alcuni concetti generali quali la residenza, la stabile organizzazione, l'impresa associata ecc..
Le norme delle Convenzioni prevalgono su quelle interne ed in caso di conflitto deve essere applicata la norma del Trattato. Con la loro entrata in vigore vengono modificati gli obblighi tributari dei contribuenti, ma non possono in nessun caso imporre un obbligo che non sia stabilito dalla legge interna.
Il modello generalmente seguito dalle Convenzioni è quello approvato dall'OCSE e rivisto nel 1992. Il modello è il seguente:
  • definizione di concetti generali (imposte, residenza, soggetti, Autorità competente);
  • determinazione del regime impositivo per le principali categorie di reddito;
  • statuizione degli strumenti per eliminare ulteriori doppie imposizioni;
  • definizione degli strumenti per la tutela dell'applicazione della Convenzione.
Convenzione multilaterale Per le società che risiedono nei Paesi Ue, esiste una Convenzione multilaterale del 23 luglio 1990, entrata in vigore nel 1995, che riguarda in modo particolare la problematica dei prezzi di trasferimento delle operazioni fra imprese associate con sede in diversi stati Ue nonché di eventuali disaccordi fra le Autorità competenti. La Convenzione stabilisce infatti la possibilità per le Autorità di richiedere un parere sul disaccordo ad un'apposita Commissione consultiva. Se entro sei mesi dal momento in cui è reso il parere, le Autorità non raggiungono un accordo, allora il parere diventa vincolante.
Scambio di informazioni La Direttiva 92/108 del 14/12/92 ha stabilito procedure particolari per facilitare lo scambio di informazioni tra le Autorità dei Paesi membri, in modo di favorire la lotta contro la frode e l'evasione fiscale. Lo scambio di informazioni può essere di tre tipi:
  • su richiesta di uno Stato contraente in ordine ad un caso specifico;
  • automatico, che consiste nell'invio sistematico e periodico di notizie relative a categorie di reddito;
  • spontaneo, riguardante notizie su redditi ottenute, ad esempio, durante le attività di accertamento che si ritengono utili all'altro Stato.

A tale scopo in Italia è stata messa a punto una procedura di acquisizione di informazioni relative a redditi percepiti da non residenti, che vengono raccolte in un apposito uffcio denominato Unità Centrale per i non residenti.
E' inoltre previsto lo scambio di informazioni  con i Paesi Ue con la possibilità di autorizzare la presenza sul territorio di funzionari delle altre Amministrazioni fiscali.
Infine, è prevista una procedura di consultazione fra le Autorità competenti degli Stati membri e la Commissione, se la questione è generale, ovvero limitatamente alle Autorità degli Stati interessati per problemi limitati a due Stati membri. In quest'ultima situazione al momento del raggiungimento di un accordo, che non sia limitato ad un caso specifico, deve esserne data notizia alla Commissione.